sabato 20 febbraio 2010

I luoghi dell'anima: racconti di un viaggiatore astrale


PRIMA PARTE

Mi chiamo Geremia e sono un viaggiatore. Ho iniziato a viaggiare in una camera di ospedale,ci sono finito a 21 anni. Me lo ricordo bene, mi svegliai in piena notte e vidi il mio corpo disteso sul letto,ero convinto di essere morto .Per fortuna dopo due secondi precipitai in basso ,affondando nel letto come se ci stessi cadendo con tutto il mio peso.
Dopo questo episodio, trascorsi parte della mia vita tentando di ricreare l'evento .
Avevo solo una vaga idea di cosa fosse un viaggio astrale , quindi acquistai dei libri sull'argomento , ma gli esperimenti consigliati portarono scarsi risultati. Anche i consigli dei miei conoscenti non servirono a niente ,per cui decisi di intraprendere un cammino solitario per trovare il mio metodo personale.
Innanzitutto volevo capire qual'è la condizione basilare del viaggio astrale. All'epoca non avevo idea di cosa fossero i campi energetici, quindi non sapevo qual'era lo strumento con cui mi spostavo ,eppure avevo intuito che la condizione base per farlo era la consapevolezza di avere una coscienza da poter trasferire lontano dal proprio corpo. Da quel momento in poi per un periodo mi limitai a dei piccoli spostamenti nei luoghi che conoscevo, soprattutto casa mia ,un posto familiare in cui potevo muovermi con facilità.
Improvvisamente una notte mi svegliai sentendo un fortissimo rumore metallico.
Questo continuò ad accadere per diversi giorni ed ogni volta mi svegliavo per lo spavento. Il quinto giorno però ebbi la lucidità necessaria per fermarmi ad ascoltare questo rumore infernale. Più ascoltavo questo rumore , più la mia mente si svegliava nonostante il corpo fosse ancora pienamente addormentato, riuscivo perfino a udire il mio respiro. Pochi attimi dopo fui percorso da una sorta di corrente elettrica che mi pulsava lungo tutto il corpo ,dopodichè ebbi una totale perdita dell'orientamento. Io ero fermo ma tutto il mondo girava. Iniziai a vedere una serie di luci blu e bianche che lampeggiavano freneticamente e mi sentii spingere velocissimo. Quando mi fermai, dopo una manciata di secondi , vidi una luce bianchissima mentre qualcuno urlava forte il mio nome. Mi svegliai poco dopo provando la stessa sensazione di sprofondare nel letto.
Imparando a controllare le mie reazioni in queste situazioni, iniziai a sentire rumori e frasi in lingue incomprensibili.
Con la pratica sono riuscito a scacciare la paura.
La paura si scaccia facendola entrare in noi e mettendola a confronto col desiderio di andare oltre. La curiosità deve sempre essere maggiore del terrore.
Dopo circa un anno ho avuto il coraggio necessario per entrare in quella luce bianchssima .Nella seconda parte descriverò i luoghi che ho visto oltrepassata questa soglia.
Per ora mi sento di dare dei consigli a tutti coloro che fossero interessati a questo tipo di esperienze. Il primo è quello di desiderare veramente il viaggio, il secondo è non avere paura, il terzo è quello di imparare a conoscersi ed accettarsi, solo in questo modo si avrà una coscienza predisposta al distacco.
Tecnicamente invece, consiglio una respirazione suddivisa in quattro parti: inspirare per 4 secondi, trattenere per 4 secondi, espirare per 4 secondi , aspettare 4 secondi prima di inspirare di nuovo. A questa tecnica consiglio di associare una qualunque frase o mantra che regoli il ritmo.
Non esiste un metodo valido per tutti ,ognuno deve cercare il suo tenendo ben presente che non si tratta di raggiungere un posto, ma di viaggiare nel profondo della propria coscienza.
Il resto verrà da se.

martedì 16 febbraio 2010

I segreti della geometria sacra

Poco tempo fa scrivevo a proposito di una ruota geometricamente perfetta che mi inseguiva.
Probabilmente si trattava di energia raggruppata in modo tanto coerente da formare una figura geometrica.
Secondo Dan Winter, uno studioso di geometria sacra, il raggiungimento della beatitudine e dell'estasi o illuminazione sono direttamente correlati alla capacità dell'uomo di organizzare la propria energia in modo simmetrico, attraverso meditazione soprattutto.
L'organizzazione coerente dell'energia consente, secondo Dan, di "sopravvivere" alla morte.
Per come la vedo io, questo significa che se al momento della morte siamo capaci di trasferire la nostra consapevolezza nei corpi energetici rendendoli onde coerenti , riusciamo a rimanere abbastanza "lucidi" da scegliere la nostra vita successiva. I cattolici direbbero " andare in paradiso".
Il succo è lo stesso.
Se invece non siamo in grado di fare questo, la nostra energia si disperde e viene trascinata "a caso".
Recentemente mi è capitato di osservare l'aura di una persona che in quel momento si stava organizzando in una gigantesca struttura geometrica.
La persona in questione in quel momento era circondata da una sorta di rete composta da rombi con vertici pulsanti.
Quando un indiano Cherokee sta per morire, va su una collinetta sacra che ha la stessa forma della collina retrostante ,secondo il principio di perfetto disimpaccamento delle onde .
Quando l’onda è contenuta in qualcosa di piccolo che ha la stessa forma di qualcosa di più grande che lo contiene, l’impaccamento e disimpaccamento delle onde è ordinato e non distruttivo.
Il principio secondo il quale qualcosa ha la stessa forma sia dentro che fuori si chiama frattalità.
Il frattale è il modo perfetto per rendere comprimibile qualsiasi cosa e significa "frazione del tutto" ,ovvero ogni pezzo del tutto può essere contenuto in una frazione o parte.
Capita più o meno a tutti, anche solo brevemente, di riuscire a frattalizzare i propri corpi aurici.
Basta pensare che il sogno lucido ha bisogno di onde di energia coerenti per sussistere, mentre nelle o.b.e è necessario riuscire a trasferire la propria coscienza all'interno del corpo astrale in modo da muoversi come una bolla e ricordare quanto avviene.
Considerate queste esperienze come un allenamento per portare la memoria attraverso la morte.